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Ori e rituali


I preziosi della collezione Perusini. Prorogata la mostra


Dal 27 giugno al 31 gennaio 2009 / Udine / Museo etnografico del Friuli

Il gioiello ha da sempre accompagnato la storia dell'uomo come ornamento per il corpo, nella vita quotidiana, nella festa, nel lutto attraversando la storia di una famiglia sia come "bene-proprietà" che come memoria. Esso si tramanda, spesso si trasforma o si disperde per via matrilineare.

Un patrimonio che attinge non solo alla storia delle arti e degli stili ma anche alla dimensione apotropaica, propiziatoria, rituale insieme ai gesti invisibili che stanno dentro ogni singolo manufatto.

L'esposizione Ori e Rituali, promossa dal Museo etnografico del Friuli, presenta grazie alla disponibilità del Sovrano Militare Ordine di Malta - che ne è l'attuale proprietario - una delle più importanti collezioni di gioiello tradizionale a livello europeo. Oltre cinquemila pezzi, la maggior parte compresi tra tardo Settecento e metà Novecento, di cui circa seicento esposti: amuleti, collane, spille, orecchini, ex voto di area friulana, istriana, dalmata ma anche provenienti da altre regioni (Lombardia, Veneto, Sicilia), di ambito extra-europeo, medio-orientale ed asiatico. Un confronto tra luoghi e mondi diversi incernierati tra costa, valle e confini.

Friulano, studioso di etnologia, Gaetano Perusini (1910-1977) aveva cominciato col restituire a questa disciplina la dignità e il metodo della ricerca storica, un interesse dapprima per il costume popolare poi per i gioielli all'interno del grande sistema dell'abbigliamento. Raccolta e classificazione diretta di migliaia di oggetti a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, testimonianze autentiche della vita tradizionale recuperate dal mercato antiquariale ma anche dall'oblio di soffitte e granai. Materiali che, ancora in itinere, vengono esposti nel 1966 alla mostra Oreficeria popolare organizzata da Perusini nel Salone del Parlamento del Castello di Udine.

L'esposizione di oggi consente di ripensare e soprattutto di vedere un percorso molto interessante di storia della cultura del gioiello, tra l'altro con una spinta non molto dissimile dal bisogno contemporaneo di adornarsi o di "trafiggersi" col piercing", o con una gioielleria dark o fantastico-citazionista. Percorso quello del museo etnografico friulano compartito con estrema intelligenza in sei sezioni tematiche: dall'introduzione alla figura complessa del collezionista Perusini, metodico e curioso entomologo della storia popolare, al ricchissimo corpus di amuleti protettivi, ai doni per l'infanzia (le perle "gattaiole", tre perline azzurre da portare sul seno per favorire la lattazione), per il matrimonio e il lutto, al corredo ornamentale maschile e femminile. Particolare la serie dei gioielli di votività e segno religioso con rosari e croci, ex voto in metallo delle più svariate forme: figure umane, parti anatomiche, piccole targhe con scene devozionali.

Alla mostra ha contributo la Regione Friuli Venezia Giulia col sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone. Il catalogo, a cura di Tiziana Ribezzi, contributi di Gian Paolo Gri sulle tipologie e le funzioni dei gioiello popolare, di Enrico Lucchese sui preziosi nella pittura e nella scultura del Friuli Venezia Giulia dal Medioevo al Neoclassicismo, di Gabriella Bucco sugli orafi udinesi, di Silvana Altamore sui gioielli siciliani.

Ori e rituali
I preziosi della collezione Perusini
Dal 27 giugno al 31 gennaio 2009
Udine, Museo etnografico del Friuli (Museo delle Arti e Tradizioni popolari)
Palazzo Giacomelli
Via Grazzano, 1
Info: 0432 271591
Orari: Estivo lun.-ven. 15.30-18.30, mattina su prenotazione
Sab.e dom. 16.00-20.00
Invernale lun.-ven. 15.00-18.30
Sab. e dom. ore 9.30-12.30 e 15.00-18.30 mattina su prenotazione

Visite guidate a cura della cooperativa "Sebastiano Ricci"  tel. 0432 271980


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