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Gli argenti del Museo diocesano di Troia Foggia


Oggetti liturgici, oggetti virtuosi: spigolature


Giovanni Boraccesi, La collezione degli argenti del Museo Diocesano di Troia, Foggia, Claudio Grenzi Editore 2009, 24 pp.

L'antica Aecae, Troia, divenuta sede vescovile nel 1031, ed importante centro religioso legato alla politica papale di Roma, si oppose all'arrivo dei Normanni obbligando Roberto il Guiscardo a scendere a patti. Il Guiscardo avviò comunque la costruzione del castello e della celebre cattedrale dell'Assunta una delle maggiori espressioni dell'architettura romanica della Capitanata, celebre per i capolavori in essa contenuti. Parte di questo arredo è oggi conservato nell'adiacente Tesoro, recentemente allestito, ricchissimo di suppellettile sacra: dipinti, sculture, paramenti, argenti, exultet, avori.

A questa importante istituzione culturale della città se ne affianca un'altra meno nota, ma non per questo meno importante, vale a dire il Museo Diocesano allogato nei locali dell'ex monastero delle Benedettine passato al Demanio a seguito delle soppressioni.

Nelle sale di esposizione sono raccolte diverse opere d'arte provenienti dal territorio e tra queste una piccola collezione di argenti che documenta il gusto dei committenti e l'abilità tecnica degli argentieri napoletani che li produssero nel periodo che va dal XVIII al XIX secolo. Interessante l'uso virtuoso dello sbalzo e dell'incisione su turiboli e navicelle, quasi fossero eleganti oggetti profani ammantati da un elegante vitalismo. Proprio la disamina di questa particolare suppellettile ha consentito di rilevare qualche importante dato sull'attività di alcuni maestri orafi napoletani, raccontata in un breve saggio di spigolatura.

Giovanni Boraccesi,  restauratore di opere d'arte e come tale collabora con le Soprintendenze di Puglia e di Basilicata. Alla sua principale attività, affianca quella di studioso di arte pugliese e, soprattutto, di oreficeria sacra.


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