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Patrimonio di Oreficeria Adriatica


Uscito il secondo numero 2008


Uscito il numero 2, 2008 della rivista Patrimonio di Oreficeria Adriatica, che ha da poco compiuto due anni dalla sua fondazione.

La rivista, l'unica di storia dell'oreficeria on line e con un comitato scientifico e di redazione di altissimo livello, comincerà dal 2009, dopo la necessaria sperimentazione, a modellare i propri contenuti e la propria forma grafica e tecnologica.

Lo sguardo sarà rivolto ad una dimensione più ampia delle arti - a seguito del dispiegarsi dei nuovi fenomeni di crescita e trasformazione delle strutture urbane  e dei relativi paradigmi culturali, a livello nazionale e soprattutto internazionale - e quindi della necessità di estendere i confini della storia dell'arte italiana e della creazione artistica ad una dimensione europea, mediterranea e globale. In questo senso l'oreficeria appare come una magnifica occasione per catturare e scoprire questi rapporti, soprattutto la qualità della ricerca e l'estensione delle nuove conoscenze.

Entro gennaio saranno inserite nella homepage, che sarà rinnovata, due rubriche che consentiranno di approfondire temi e riflessioni correnti, con un adeguato spazio multimediale, e di raccogliere "frammenti" di discorsi da parte di studiosi, artisti e di quanti operano nel campo della storia dell'arte. Tra febbraio e marzo è prevista l'uscita della Newsletter.

Il numero 2 2008 di Patrimonio di Oreficeria Adriatica propone la trama dell'arte orafa nelle rotte mediterranee della Sicilia attraverso un'opera inedita (Giampaolo Distefano), e il legame tra oreficeria, tessuti e scultura attraverso la scoperta del gallone prezioso nascosto nella gessatura di una statua marchigiana (Benedetta Montevecchi). "Arte sacra e "Arte politica" nell'oreficeria tardogotica bolognese analizza in modo molto puntuale un rapporto non solo simmetrico di retorica e uso delle immagini (Raffaella Pini).
Il collezionismo è invece studiato in due contesti: il collezionismo etnografico nelle raccolte di un collezionista friulano (Tiziana Ribezzi), il collezionismo di oggetti di Limoges nell'Ottocento tra copia, assemblaggio e falso (Paola Cordera).

Infine il restauro di una legatura bizantina della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, pone ancora una volta la delicata questione della cura conservativa di una coperta in metallo, pietre preziose e smalti, di cui si documenta l'attenta azione di recupero anche funzionale (Mari Yaganashita, Silvia Pugliese).

Letizia Caselli
direzione@oreficeriadriatica.it

 

 

 

 


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