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Arte e fede


La marineria veneziana negli ex voto d'argento della Dalmazia


Piero Pazzi, Gli ex voto d'argento della Madonna dello Scarpello nelle bocche di Cattaro per la prima volta esposti a pubblica universale curiosità, Archivum Historicum Dioecesanum Cathari, Cattaro-Venezia 2007, 399 pp.

In questo suo nuovo libro, che va ad arricchire la storia delle arti applicate veneziane, Pazzi prosegue nelle ricostruzione di documenti per l'arte orafa. Il luogo scelto è il santuario mariano dello Scarpello, la singolare isola che sorge in mezzo al mare delle Bocche di Cattaro dove, sull'antica devozione di marinai, pellegrini e naviganti si è polarizzato sin dal Quattrocento il culto per la Vergine e i santi, testimoniato dagli ex voto di ringraziamento e di intercessione, in prevalenza di epoca barocca, affissi nelle pareti della chiesa e sull'organo.

Il corpus di lamine sbalzate, incise, stampigliate spesso con iscrizioni dedicatorie, sopravvissute alle guerre e ai saccheggi considera in questo primo lavoro ben 923 pezzi, con una descrizione puntuale di 437 opere, quelle appunto fissate sui riquadri che rivestono la navata. Centro della riflessione è l'iconografia di Maria sincretizzata con le acque dell'Adriatico, alla quale si chiede protezione in quanto simbolico crocevia di geografie di luoghi e di segni da parte di una varia umanità.

La schedatura degli oggetti è raggruppata in almeno cinque grandi classi che la riguardano: come Stella Maris, (ex voto navali) in cui i principali orafi-artefici delle lamine sono capitani, componenti degli equipaggi scampati alle incursioni piratesche che, fedelmente, insieme ai santi albergati su cotonose nuvole riproducono anche le proprie imbarcazioni come corvette, feluche, galeotte, tartane; Salus infirmorum (ex voto per avvenute guarigioni); Auxilium Christianorum (testimonianze di altre grazie ottenute); Regina Sacratissimi Rosarii (richieste di intercessione); Mater Amabilis (ringraziamenti alla Vergine); un sesto insieme comprende, infine, ex voto con altre dedicazioni.

La qualità artistica di un materiale così vasto è molteplice, più o meno raffinata o popolare, in cui però vengono individuate due grandi scuole orafe: quella locale, bocchese, riconoscibile per l'uso di motivi ornamentali ricavati da matrici in bronzo, e quella veneziana con una diversa qualità artistica.

Gli apparati del catalogo (indice onomastico e topografico dei luoghi citati negli ex voto, indice delle imbarcazioni, indice delle iscrizioni) restituiscono un mondo di culture e di lingue in cui si levano anche le voci di chi ha ricevuto o implorato: "Ho scorso sta fortuna soto/citta' di ismo alli 12 di / FE(brar)", (n. 93, 1700).

Letizia Caselli

 


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