Menu | Contenuto |



Header

Oreficeria cultura società

Il processo storico dell'arte è un fluire continuo dell'attività artistica,
le cui fasi, sviluppate l'una nell'altra, ma insieme dotate di autonomia
ed originalità di valore e significato, non sono mai negatività,
o mancanza di valore
(Alois Riegl)

In questi ultimi anni il fiorire di mostre dedicate all'oreficeria sacra e profana, la presenza di cataloghi hanno cominciato a sollevare dall'oscurità un campo delle arti che, nel lungo dibattito della letteratura critica, è stato oggetto della distinzione cinquecentesca di qualità e gerarchia all'interno del grande sistema delle arti.

Vicenda storica difficile da seguire, nel corso delle sue varie fasi evolutive, quella che riguarda l'arte orafa. Le fonti sono assai scarse di studi sistematici, si può parlare piuttosto di una storiografia nascosta, ricavabile da studi paralleli, si ignorano quasi del tutto gli aspetti peculiari di oggetti destinati ad uso civile.

Molte tracce sono state perdute col frequente cambiamento della moda, per il quale la nuova generazione distruggeva quello che la precedente aveva creato. A queste perdite hanno contribuito in modo spesso radicale le frequenti guerre e i saccheggi, la facilità di conversione dell'argento in moneta.

I beni preziosi possono essere ancorati a un luogo e identificati in una sede più o meno stabile, ma sono spesso segni più rilevanti del vasto spostamento di oggetti, di quella mobilità in cui chi osserva "vede" altre culture, altri stili, altre devozioni. Lettura in parte penalizzata dalla musealizzazione degli oggetti, musealizzazione che tuttavia ha assicurato e assicura la loro sopravvivenza.

Ma che cosa veniva apprezzato in un qualche tempo della nostra storia? I significati estetici, iconografici, teologici di questi oggetti, ma anche colore, materia e sua trasformazione potevano essere intesi in modo diverso da come siamo abituati a scorgerli.

In seguito alla dicotomia tra arti maggiori e arti minori si era venuta poi ad incrinare un'integrazione tra momento "intellettuale" e momento manuale attribuiti all'opera, separazione che peraltro non modifica radicalmente l'azione del suo creatore: l'artista.

Uno dei principali contributi alla critica artistica moderna proviene, a metà Ottocento, dalla "Scuola di Vienna" con la piena affermazione dell'uguaglianza del valore estetico di tutte le manifestazioni d'arte: lo studio dei manufatti non deve avvenire in base alle gerarchie passate, ma essi devono essere visti tutti in modo equiparato, in quanto tutte le forme d'arte sono espressione delle varie civiltà.

Principio, oggi, sostenuto dalle grandi istituzioni internazionali di salvaguardia del patrimonio della collettività, ma elaborato più lentamente dalla letteratura critica come approccio metodologico.


Quale che sia la sua antichità, l'opera d'arte si dà sempre come qualcosa che accade nel presente, per questo è necessario promuovere una riflessione su futuro dei tesori dei musei e delle chiese:

L' obiettivo è la loro integrazione nelle realtà culturali, socio-economiche, politiche e religiose all'interno di un continente in rapida trasformazione, preparando il futuro, assicurando la continuità di questo patrimonio culturale unico.

Oreficeria, un dialogo tra le arti figurative. La storia dell'arte è materia vitale, interna alle dinamiche complessive della cultura, con una pluralità di linguaggi, di territori culturali, di ambiti sacri e profani, pubblici e privati, di forme del visibile in cui la funzione d'uso si arricchisce di valori espressivi e formali: troni e baldacchini come arredi per lo spazio, vasi sacri come arredi per la mensa, corone, anelli e orecchini come ornamenti della persona, e così via.

La prosecuzione del cammino dell'oreficeria "storica" verso il moderno e il contemporaneo reca inoltre con sè molte questioni ancora irrisolte, come la cesura tra produzione artistica e seriale, la nostalgia per stilemi decorativi passatisti, il rapporto sfuggevole tra oreficeria e design, tra oreficeria e arte.

Ambiti che non vengono a spostare solamente eventuali confini del fare artistico, ma che sembrano piuttosto generare una serie di declinazioni sul significato stesso di arte. Un'arte al servizio dell'industria, un'arte sensibile ai cambi culturali della società che trasmette attraverso la forma e l'organizzazione della materia, precisi significati, infine ancora da fare è il censimento delle opere e degli artisti.