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Tutela legislazione

Trattare l'aspetto legislativo significa affrontare un quadro certamente complesso, in cui tra l'altro l'ambito culturale e geografico - l'area Adriatica - induce a sottolineare come la complessità derivi anche dall'esigenza di evidenziare da una parte le fonti normative sia di ordine internazionale che comunitario, sia riferite alle singole nazioni.

Nell'ambito della legislazione dei beni culturali europea, aldilà di macroclassificazioni internazionali (ad es. quella UNESCO tra beni tangibili e intangibili) la distinzione tra beni immobili e beni mobili che presentano rilevanza artistica e storico-culturale è quella che di fatto caratterizza le due classi principali del patrimonio culturale.
In Italia le opere di oreficeria rientrano, quindi, nei beni mobili e nell'ambito della catalogazione dell'ICCD afferiscono alla "scheda OA", oggetti e opere d'arte.
L'estensione nelle varie sottoclassi è funzionale alla sistemazione della materia e alle metodologie catalografiche.

Rispetto all'argomento specifico sará precisato solamente un quadro di riferimento relativo ad alcuni principali temi correlati.

Al fine di contestualizzare alcuni aspetti normativi occorre richiamare:

a) Il profilo della tutela;
b) La catalogazione: l'ambito italiano;

Il profilo della tutela
Nel sistema attuale e nel mondo della globalizzazione trattare di tutela significa valutare la natura tranfrontaliera delle forme di aggressione quali i commerci internazionali illeciti che superano dogane e frontiere.
Se da un lato il termine tutela comprende la protezione dell' integrità fisica del bene culturale (le azioni della tutela si sviluppano attraverso la conservazione e il restauro), ne indica anche la sua valorizzazione riferita agli aspetti immateriali, come la necessità di garantire il valore storico di un bene e quello che rappresenta per una collettività.

- Trattato di Maastrict (1992): la Comunità Europea ha introdotto espresse disposizioni per la tutela dei beni, in particolare riconoscendo il rispetto delle diversità nazionali e regionali, il pieno sviluppo delle culture dei singoli stati, ma evidenziando "il retaggio culturale comune".

- Le organizzazioni internazionali hanno elaborato strumenti intesi a promuovere la protezione del patrimonio, quali la Convenzione dell'UNESCO (1970), la Convenzione del Consiglio d'Europa (1985) e la Convenzione Unidroit (1995) in materia di circolazione dei beni culturali in vigore dal 1 aprile 2000 e relativa all'obbligo della restituzione di beni rubati o illecitamente esportati. Il regolamento CEE n. 3911/92, relativo all'esportazione di beni culturali e la direttiva 93/7/CEE relativa alla restituzione di beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro costituiscono, a livello comunitario, importanti strumenti giuridici necessari alla protezione del patrimonio culturale degli Stati membri.

- La situazione, è comunque, oggettivamente delicata. In Italia, ad es., ogni anno vengono mediamente denunciati 2000 furti che colpiscono per il 50% privati, per il 35% chiese, per il 10% enti pubblici e privati, infine per il 5% musei pubblici e privati. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004) che prevede misure e specifiche azioni di tutela, protezione e controllo. Dal 1969 l'Arma dei Carabinieri ha istituito il Comando Carabinieri Tutela Beni Culturali, che opera sulla base delle direttive del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali in materia di sicurezza e protezione del patrimonio culturale. Il Comando si avvale di una Banca dati per ricercare opere d'arte di provenienza illecita. La Croazia ha adottato strumenti di prevenzione dei furti, del traffico illecito e dell'esportazione illegale di beni mobili, fenomeni questi che hanno colpito luoghi sacri, musei e collezioni private specialmente a seguito dei conflitti bellici del 1990-1995. Il Ministero della Cultura ha istituito precise misure normative (Legge n. 69 sulla Tutela e Conservazione del Patrimonio Culturale del 1999, con i vari emandamenti sino al 2003), aderendo a livello internazionale alle Convenzioni UNESCO e Unidroit. Anche la Slovenia ha dedicato al problema una certa attenzione in particolare rivolta alla funzione di protezione (Legge n. 612 sulla Tutela del Patrimonio Culturale del 1999).

La catalogazione: l'ambito italiano
Il referente istituzionale per la programmazione, l'elaborazione metodologica e la pianificazione dei progetti e delle attività connessi alla catalogazione del patrimonio culturale è
l'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD). L'Istituto elabora, promuove, e coordina dagli anni Settanta la metodologia generale per lo sviluppo della catalogazione territoriale e ha l'attività esecutiva di catalogazione e di documentazione, costituendo e gestendo il catalogo generale dei beni culturali di interesse storico-artistico, archeologico ed ambientale.
L'Istituto utilizza una metodologia catalografica di tipo informatico che struttura, secondo regole omogenee e semplici, tutti i dati informativi contenuti nelle varie schede.
Le schede di catalogo sono modelli descrittivi che raccolgono in modo organizzato le informazioni sui beni, secondo un 'percorso' conoscitivo che guida il catalogatore ed al tempo stesso controlla.
Le opere di oreficeria rientrano nella
scheda denominata OA, oggetti e opere d'arte.
Tale scheda è corredata da alcuni strumenti di supporto e controllo terminologico per la normalizzazione del linguaggio relativo al settore storico-artistico:

- Vocabolario Controllo Iconclass
- Vocabolario Soggettario Iconografico
- Vocabolario Descrizione Soggetto DESS
- Vocabolario Oggetto
- Vocabolario Autori: Scuole di appartenenza
- Vocabolario Definizione Oggetto
- Vocabolario Materia e Tecnica
- Vocabolario Autori: Qualifica

(I repertori descritti sono scaricabili dal sito ICCD).

Nell'ambito delle pubblicazioni curate dall'ICCD il Dizionario terminologico della suppellettile ecclesiastica (1988) ha dato assetto classificatorio e scientificità ad un campo inesplorato del grande patrimonio storico-artistico conservato prevalentemente negli edifici di culto. Il lavoro ha portato, dopo lo studio in continuo e la realizzazione di progetti internazionali, alla creazione del Thesaurus del corredo ecclesiastico di culto cattolico.
Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs . n. 42 del 22 gennaio 2004), all'art. 9 , disciplina i beni culturali d'interesse religioso, alla luce dei principi costituzionali e di quanto stabilito nella revisione dell'Accordo Lateranense del 1984.
Con la creazione nel 1995 dell'Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), la CEI ha promosso grazie al contributo dell'8 per mille delle imposte IPERF l'inventario informatizzato dei beni artistici e storici di proprietà di enti ecclesiastici, nell'ambito delle 227 diocesi italiane.
L'inventariazione attuata dalla CEI è concepita in intesa con l'ICCD per elaborare materiale a norma con gli standard nazionali, ma con alcune integrazioni adattate alle specifiche esigenze degli enti parrocchiali.
Il progetto è regolato da specifici accordi:
- l'Intesa tra Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e CEI del 13 settembre 1996 (Gazzetta Ufficiale, 8 novembre 1996, n. 262) relativa alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti e istituzioni ecclesiastiche che ha dato una prima attuazione all'art. 12 degli Accordi Concordatari del 18 febbraio 1984, intesa poi revisionata dall'Accordo del 26 gennaio 2005 (Gazzetta Ufficiale, 5 maggio 2005, n. 103).
Nell'ambito delle attività di tutela è stato inoltre firmata l'Accordo la ICCD e la CEI dell'8 aprile 2002, che definisce le modalità di collaborazione per l'inventario e il catalogo dei beni culturali mobili appartenenti agli enti e alle istituzioni ecclesiastiche, e prevede l'adesione da parte della CEI agli standard metodologici adottati dall' ICCD.
La CEI ha prodotto la banca dati dei beni culturali realizzati dalle diocesi italiane a partire dal 1997, denominata
Beweb-Beni ecclesiastici in Web.


Alcune fonti normative on line in materia di beni culturali